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Spinner 360
Spinner 360 + Digitaliza

Nel momento in cui scrivo (ndr: nov-2010) lo Spinner Dolphine 360° + il DigitaLIZA costano sul sito della Lomography Italia Italia 139,00 euro in promozione. Spedizione inclusa.

Sono andato alla FNAC con poca speranza: invece sono tornato con il kit completo.

Se uno si associa (11,00 euro per un anno) lo Spinner 360 te lo danno a 99,90 euro. Mentre il DigitaLIZA costa 29,90 euro. Quindi con le solite 140,00 euro (circa) ho il kit completo ed in più ho la tessera della FNAC.

Adesso (lug-2015) si trova facilmente (e ad un prezzo più basso) tutto su Amazon:

Ho poi acquistato, per non sapere nè leggere nè scrivere, alcuni rullini della FUJI: Fujifilm Fujicolor Superia 400 Pellicola Fotografica (standard).

Concentriamoci sullo Spinner 360.

A cosa serve? A realizzare immagini panoramiche (normalmente di 360°).
Certo, si possono fare anche con il digitale, mo non in questo modo.

Lo Spinner 360, con un solo scatto, fa ruotare la sua camera (e fa ruotare anche la pellicola, in senso opposto), ed impressiona in una frazione di secondo una bella striscia di pellicola 35mm standard.

Le tecniche suggerite sono molte, tutte rigorosamente manuali e creative, in pieno stile LOMO.

Non esistono macchine digitali in grado di competergli.
Soprattutto per il fatto che questo giocattolo non si lascia preoccupare dai soggetti in movimento, bestia nera dei panorami costruiti in post produzione con il digitale.

E’ ora di scartarlo. La confezione è molto curata: una fetta di cilindro con la macchina in bella vista.

Sul retro una serie di esempi di scatti.
E alcune posizioni suggerite per ottenere qualcosa di analogo a quanto pubblicizzato.
Questa macchina sembra in effetti molto “fisica“. E anche molto “sociale”.

Certamente è una confezione in linea con la natura toy dell’oggetto: molto colorata e dalla forma inusuale.
Per fortuna non devo incartarla per un regalo: sarebbe impossibile addomesticare la carta a questa scatola.

La confezione si apre senza fatica. A libro. Almeno non mi tocca rompere o strappare qualche cosa.

Non c’è un blister: la plastica trasparente è solo appoggiata sulla camera.
Ottimo: Non credo rivenderò mai questo oggetto, ma è bene sapere che la confezione può ritornare integra anche dopo aperta.

Dall’interno scivolano via subito alcune schede: si tratta della stampa di alcune immagini ottenute con lo Spinner 360, di varia lunghezza.
E dietro ogni immagine è descritta la tecnica utilizzata.

Dovrò studiare.

Conto 11 schede: una è una striscia completa di un rullino da 36 pose, impressionato con una rotazione manuale della camera. E’ una tecnica mica da poco.

Poi un poster lungo quasi un metro, fronte retro, con due immagini. E’ talmente arrotolato che è difficilissimo guardarlo. Continua a scapparmi dalle mani. Decido di ufficio che le immagini sono comunque belle.

Una cosa salta all’occhio: i fori della pellicola, quelli in alto e basso, cosiddetti sprockets, fanno la loro parte in questo tipo di immagini. Il film infatti viene impressionato tutto, per tutta la sua altezza.

Il che significa che la pellicola dovrà necessariamente passare allo scanner senza considerare il formato fortemente non standard di queste foto: vi sfido nel trovare un laboratorio in grado di stamparle).

Tolgo la plastica trasparente e apro la scatola interna: viene fuori una camera robusta, non tutta di plastica, come le altre toy cameras (e per altro questa plastica è di ottima qualità).

E un manuale di istruzioni multilingua.

E un anello che scoprirò poi essere la cinghia di trasmissione di ricambio (quella che collega il manico alla camera vera e propria, visibile all’esterno).
Più un tappo per l’obiettivo, troppo piccolo ad una prima occhiata.

La camera ha sulla  parte superiore una bolla di livellamento.

E una slitta per il flash, ovviamente senza contatti (la camera non ha pile).
Qui si dovrebbe poter montare una specie di torcia, oppure un flash con i lampi molto lunghi. Da attivare manualmente, però.

E la manopola per il riavvolgimento della pellicola.

Con un po’ di fatica svito il paraluce, che però immagino sia fondamentale tenere montato, visto la particolarità dell’oggetto. Ed in effetti scoprirò che senza paraluce la macchina diventa instabile durante la sua rotazione.

Il tappo calza a pennello. Così assomiglia ad una Holga (acquistabile qui: Holga 120N schwarz).

Sulla sinistra dell’obiettivo un selettore. Oltre alla posizione “R” (che serve per non impressionare la pellicola e chiudere la fessura dell’esposizione) due posizioni: sole e nuvole.

Leggo sul manuale che corrispondono a due modalità, che equivalgono ad un f/16 e ad un f/8. I tempi variano tra 1/125 ed 1/250 di secondo. Il tutto ottimizzato per film da 400 ISO (per fortuna ne ho uno con me).

I tempi sono sufficientemente veloci da immortalare anche oggetti in leggero movimento. Mentre i diaframmi garantiscono una profondità di campo che va da circa 1/2 metro all’infinito.

Rimetto il paraluce, posiziono il selettore su “R”, tolgo la cinghia per evitare rotazioni involontarie, apro lo sportellino (con molta fatica) e monto la mia pellicola da 400 ISO.

Chiudo lo sportello, ricolloco l’anello di gomma, faccio fare un quarto di giro alla camera per far scorrere un po’ di pellicola, imposto il selettore su “nuvole” e sono pronto.

Ho intenzione di provarla in casa, alla luce artificiale, perciò mi servono diaframmi più aperti. Sarebbe stato ideale un film da 800 ISO: mi devo accontentare.

Per altro ho paura che il rullino da 200 ISO che ho con me non verrà utilizzato facilmente: magari in una giornata molto assolata: il manuale in questo caso suggerisce sempre l’impostazione “nuvole“. La sensibilità della pellicola infatti e considerata scarsa.

Chiamo a raccolta il resto della famiglia.
Mio figlio, nonostante i suoi 13 mesi, capisce che c’è una novità in giro, e la punta con decisa curiosità.

Ovviamente non c’è l’oculare.

Stendo il braccio e tengo la camera dritta (la tecnica N.1, quella base), confortato dalla bolla. Sarò immortalato anche io, e per essere a fuoco devo tenere l’obiettivo ad almeno 1/2 metro dalla faccia.

Tiro la cordicella, la mollo, e la camera ruota velocemente. In circa un secondo si ferma. Ha già immortalato la scena. Mi sembra addirittura che abbia fatto più di un giro.

Con un rullino da 36 pose dovrei farci circa 8 scatti panoramici da 360 gradi.

Così riprovo, azzardando anche una posizione diagonale della camera.

Cinque scatti. Ad otto non ci sono arrivato. Forse ho sprecato un po’ di film quando l’ho inserito delle guide. Forse i tempi sono stati lunghi. Forse ho tirato troppo la cordicella. Peccato.

Il cordino penzola.
Mi indica che il divertimento è finito.

Così rimetto il selettore in modalità “R”, tolgo l’anello di gomma, ruoto la manovella di riavvolgimento fino alla fine, apro lo sportellino, prendo il rullino e mi avvio verso il laboratorio di fotografia sotto casa.

Lì cerco di essere molto chiaro: non devo stampare le foto.
Mi serve la pellicola sviluppata e non tagliata, la striscia completa.

Perché le immagini panoramiche che si ottengono con lo Spinner 360 hanno lunghezze che oggi è impossibile riversare direttamente su carta.
Quindi ci vuole del lavoro aggiuntivo al computer.

Questa è l’unica pecca: una Lomo che ha bisogno di postoproduzione digitale.

Compro un altro rullino da 400 ISO più uno da 800, perfetto per interni e torno a casa.

Nel frattempo rifletto: ho fatto 5 scatti con una pellicola da circa 4 euro. Un euro a scatto. Dovrò aggiungere la spesa del laboratorio di sviluppo.

Poi dovrò scansionare la pellicola, e sarà l’occasione di giocare con il Digitaliza. (Ne scrivo qui).

Nel caso in cui però incontrassi problemi, il laboratorio può scansionarmi l’intero film: questo è un sollievo.

Quindi dovrò passare al positivo, e qui mi aiuterà Photoshop. Magari la prossima volta prendo un film per diapositive, così mi risparmio questo passaggio.

Poi potrei anche decidere di comporre i 5 scatti in una immagine 40×30 e stamparli tutti insieme.
Valuterò il da farsi.

Certo che di tempo per prendere confidenza ce ne è stato poco.
Mi toccherà dare la caccia ai rullini economici, magari scaduti. Altrimenti il divertimento sarà breve.

Sul sito della LOMO si trovano confezioni da 6 rullini a 16 euro. Quelli scaduti sono a 12 euro. Non male, anche perché si tratta sempre di rullini LOMO. Peccato però per le spese di spedizione. E per il posto necessario in frigo.

In settimana ritirerò i film.
Vi farò sapere.

Intanto mi sono iscritto a questo gruppo su Flickr.
Questo il micro sito ufficiale.
Qualche video:

http://www.ccworld.it/2010/11/unboxing-digitaliza-by-lomography

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