Post aggiornato dopo la prima pubblicazione.

Questo post è a completamento del ciclo sullo Spinner360 di Lomography ma è soprattutto la risposta ad alcune richieste di approfondimento sulla scansione delle pellicole.

Le tecniche per scansionare i negativi fotografici che descrivo qui sono applicabili quasi sempre, indipendentemente dal modo in cui si scansionano i film (negativi ma anche diversi positivi).
E sono in parte applicabili anche per la correzione di normalissimi scatti in digitale.

Parliamo, infatti, del bilanciamento del bianco, bestia nera di ogni conversione e post produzione.
E vediamo due tecniche: una per lo più a fini “didattici ed esemplificativi”, l’altra più pratica e veloce.

Partiamo dalla acquisizione del file (dalla scannerizzazione delle pellicola): io uso uno scanner attrezzato di lampada superiore (tipo il Canon Canoscan 9000F Mark II Scanner Flatbed a letto piano) ed in particolare dispongo di un telaio piano per pellicole e diapositive (quello in dotazione con lo scanner).
Ma lo strumento che prediligo è il Lomography DigitaLIZA 35mm Scanning Mask (anche nella versione da 120mm: Lomography – DigitaLIZA 120 Scanning Mask) della Lomography, che mi permette di montare una striscia di 35mm e di scansionare anche gli sprockets.
Ne ho abbondantemente parlato qui e qui.

Ma voi potete utilizzare qualsiasi altro metodo, anche quello molto diffuso di fotografare il film con la vostra macchina fotografica digitale.

Qualche consiglio per gli acquisti a fondo pagina.

Personalmente scansiono i negativi come se fossero positivi (in modo da demandare l’inversione successivamente a Photoshop). Il risultato è in genere è il seguente.

scansionare i negativi fotografici

La dominante marrone delle pellicole negative è assolutamente normale. Quando si procede all’inversione (da Photoshop Image>Adjustments>Invert Ctrl+I) il risultato è questo (le stesse regole valgono se usate qualsiasi altro software di fotoritocco, come ad esempio GIMP):

scansionare i negativi fotografici

L’immagine diventa azzurra. Anche questo è normale.
Ma a cosa è dovuta questa dominante di colore? Semplicemente al fatto che le pellicole non sono trasparenti, ma hanno una maschera di colore tendente al marrone, che quando si inverte diventa, appunto, azzurra.

scansionare i negativi fotografici

Per meglio spiegare la cosa. basta fare riferimento all’immagine a lato: è la scansione dell’ultimo frammento di un rullino negativo 35mm.

La parte più chiara non è stata impressionata (la parte scura non è sensibile alla luce e vi ha sopra applicato un adesivo con un codice a barre: ignoratela).

Per quella specifica pellicola quel preciso marrone corrisponde ad un “quasi nero”. In sostanza quello che voi dovete spiegare al vostro software di conversione, è che i grigi (dal bianco al nero) nel vostro file risultano marroni, e che il riferimento necessario al bilanciamento del bianco è proprio quel marrone lì (più o meno).

Ad ulteriore conferma di quanto detto, basta fare un piccolo esperimento (e qui scatta la tecnica numero uno…).

Basta creare in Photoshop un layer di tipo “solid color” del colore marrone di riferimento (quello preso dalla scansione non invertita).
Nel mio esempio il colore ha un RGB=251,150,95.
Ma ogni pellicola (anche in funzione della tecnica di scansione utilizzata) avrà un suo colore tipico.

Quindi posizionate questo layer sopra l’immagine con la dominante azzurra, e rendetelo opaco al 50% circa (a sinistra: Color Fill 50%).

L’idea è che il marrone della pellicola non invertita e l’azzurro della pellicola invertita (quindi colori opposti nello spettro) tenderanno a bilanciarsi, eliminando la fastidiosa dominate originaria.

Il risultato è quello in basso.
La dominante azzurra in effetti è sparita, e si legge anche qualche verde e qualche giallo.

Un sola nota: nelle normali macchine che impressionano i singoli fotogrammi 35×24 non esistono problemi: trovate sempre un’area di film non impressionato da prendere a riferimento. Ma quando chiedete al laboratorio di sviluppare il film dello Spinner360 (o di altra LOMO analoga) , assicuratevi che vi restituiscano tutti i pezzi, anche quelli in testa (bruciati) ed in coda (non impressionati): generalmente si buttano via ma solo conservandoli potrete avere un corretto riferimento per eseguire l’operazione descritta qui.

scansionare i negativi fotografici

Il problema è che adesso tutti i livelli nell’immagine sono errati e bisogna correggere (e sembra esserci una dominante gialla…).

L’operazione a questo punto è abbastanza semplice: aggiungete un layer per la correzione dei livelli, e spostate (avvicinate) i marker del nero e del bianco (le freccette in basso al diagramma) in modo da far ignorare a Photoshop le zone del diagramma che sono “vuote”, ed estendere così la latitudine di posa ed il diagramma finale.

Giocate poi con il marker del grigio 18% (quello al centro) per chiarire o scurire l’immagine secondo i vostri desideri: a lato il risultato delle mie regolazioni.

Notate che il diagramma originale (in figura) mancava della maggior parte delle frequenze dei toni scuri e delle alte luci: non si può quindi pretendere che il risultato finale sia di altissima qualità e pieno di morbide sfumature…

Alla fine di queste semplici operazioni il risultato è quello in basso.

scansionare i negativi fotografici

 

La foto sembra accettabile, anche se si nota ancora una dominate gialla (il cielo è diventato giallo e non eravamo al tramonto…!): è necessario correggere manualmente le curve dei singoli canali RGB fino al risultato desiderato.

In alcuni casi le impostazioni “auto” per i singoli canali possono funzionare bene: da provare.

A sinistra la correzione del Blu. E’ stata applicata una piccola e simile correzione del verde.

Il risultato finale è quello in basso: ho recuperato l’azzurro del cielo che era sparito, anche se è fortemente sovraesposto.

scansionare i negativi fotografici

 

A conferma della corretta riuscita dell’operazione si possono anche analizzare alcune bande colorate della pellicola (ogni pellicola ne ha di proprie e sono tutte diverse tra di loro: diventa quindi utile imparare conoscere le proprie pellicole): in questa dell’esempio oltre agli indicatori dei fotogrammi che sono gialli (o almeno dovrebbero esserlo) si vedono una banda rossa ed una verde che quindi dovranno apparire appunto rosso e verde.

Ma è necessario fare tutte queste operazioni, seppur semplici?
No.

Perché, alla fine, il bilanciamento del bianco funziona esattamente come per una foto scattata in digitale.

Si parte dalla immagine invertita, quindi quella con la dominate azzurra.

Basta individuare nella foto un’area neutra (quindi in una tonalità di grigio) ed il gioco è fatto: si aggiunge un layer per la regolazione dei livelli e si seleziona con la funzione “Set Gray Point” (il contagocce grigio, quello al centro) un pixel di quell’area (immagine a sinistra).

L’ideale è cliccare con il contagocce in una zona di grigio intermedio, nel mio caso il bugnato all’angolo dell’edificio che si intravede alla sinistra della mia testa..
Il risultato è il seguente:

scansionare i negativi fotografici

L’immagine è perfettamente bilanciata: il cielo è azzurro e gli spockets sono neri. Il tutto in un click.
Dall’istogramma in alto si evince una cosa: il metodo automatico lavora meglio di quello manuale: l’istogramma è più esteso e più pieno, segno anche di una maggiore morbidezza nelle sfumature.

A questo punto, come già fatto con il metodo precedente, basta avvicinare i markers del nero e del bianco in modo da recuperare il contrasto necessario: ecco il risultato finale:

scansionare i negativi fotografici

Ci sarebbe da lavorare sulla saturazione.

I due risultati sono sensibilmente diversi, difficile dire quale sia il migliore: il primo è più neutro, mentre il secondo ha una minor perdita di dettaglio.
Una cosa è certa, per ottenere il risultato in basso, sono stati necessari 2 click.
E’ poi evidente che maggiore è il tempo speso per ogni foto, migliore sarà il risultato finale.

Non rimane altro che croppare le immagini e scegliere.

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