“Ma dimmi un po’, quanto mi consigli di spendere per delle cuffie?”

(cit. 1: la solita domanda)

“Scherzi? ma se le mie le ho pagate 5€ e si sentono benissimo!”

(cit. 2: la solita reazione)

 

Mi succede spesso che qualche amico chieda un consiglio sulle cuffie da comprare. Ho imparato a dividere nettamente in due gruppi: quelli che si stupiranno della risposta, e gli altri. Intendiamoci non è perché io punti a stupire l’interlocutore, quanto piuttosto perché mi impegno sinceramente a dare una risposta completa, corretta, esauriente. Sono un precisino.

No dai, sono molto peggio di un precisino, sono uno che spacca il capello in quattro giusto perché farlo in 8 poi si perdono i pezzi. Sono un cacacazzi quando c’è da dare risposte, da sempre.

Ma il fatto è che spesso è la domanda ad essere mal posta (e già qui semino simpatia), perché rispondo inevitabilmente con altre domande: ma che musica vuoi ascoltare? e dove l’ascolteresti? fuori, a casa? e da cosa? dal telefono (ah, ah, ah. dal telefono, come se si potesse chiamare musica quella che esce da un telefono). E ancora: ma cosa ascolteresti, Mp3 (inorridito)?

Insomma la faccenda diventa complicata, ed arrivato qui in genere l’interlocutore è già su Amazon a comprare le cuffie ordinando su “prezzo più basso”. E se possibile, non appena le sue supercuffie di marzapane pagate 3,50€ arrivano, con quella bella plastica colorata, me le sventola tronfio davanti al naso dicendo “visto?”. Certo, con quelle senti musica. Io invece con le mie ascolto musica.

Il punto è che l’ascolto della musica mediante cuffie è veramente un mondo molto vasto e soggettivo, ma alcuni parametri sono oggettivi. La cosa difficile è distinguere l’oggettivo dal soggettivo, come sempre nella vita. Proviamo ad esaminare le questioni principali:

The_Thinker_Musee_Rodin

 

domanda: le cuffie devono veramente costare così tanto per essere buone?

risposta: non necessariamente; però dobbiamo accordarci su cosa si intende per “buone”, e soprattutto: costose non vuol dire sicuramente buone, ma economiche vuol dire quasi sicuramente NON buone.

 

d: allora cosa si intende per “buone”?

r: con “buone” intendo: che riproducono fedelmente la musica che stai ascoltando, sto parlando di un parametro oggettivo (la fedeltà della riproduzione) quindi tagliamo subito via le cuffie che “pompano” il suono (i suoni pompati sono come il piccante nei cibi dei ristoranti, che ha uno scopo ben preciso); però in effetti sto spostando il problema su altri due aspetti: come faccio a sapere se la riproduzione è fedele? E la musica che sto ascoltando, è buona (da cui: ne vale la pena essere fedeli)?

 

d: cosa vuol dire che la musica è buona?

r: non entro nel merito dei generi, che è un tema tutto suo; mi riferisco a quanto è “pulita” la sorgente sonora, cioè il più vicino possibile alla qualità con cui è stata registrata, quindi con meno degrado possibile (parametro oggettivo); ma anche a quanta cura è stata messa in fase di registrazione (il parametro è molto meno soggettivo di quanto non si pensi: lo esporrò meglio più avanti, forse in un altro post).

 

d: ma che è sta storia della fedeltà? io ascolto degli mp3 a 128kbit/s, e non sento mica rumori o graffi!

r: certo, perché (1) a parte i casi limite, non è un tema di rumori tipo la puntina su un disco graffiato; e soprattutto (2) è un tema alquanto tecnico che sconfina nella teoria dei segnali e del campionamento digitale, di cui parlerò più avanti: per adesso credimi sulla fiducia e accetta il fatto che l’orecchio deve essere educato a riconoscere e capire i suoni.

 

d: ma fammi capire, quindi non si parla di ascoltare musica: qui si ascoltano i suoni!

r: hai vinto, ti spetta la caramella premio. Se hai capito questo sei già a metà del percorso.

 

Fatte queste premesse diventa più chiaro perché la risposta non è univoca, e va contestualizzata: se si intende ascoltare musica come capita, in ambienti rumorosi, da un cellulare, sinceramente: compra quelle che costano di meno, davvero. Non ha senso spenderci più di 15€.

Se invece vuoi ascoltare la musica quando sei in casa cercando di rilassarti, con lo stesso spirito con cui ti gusteresti uno scotch doppio malto beh: allora la faccenda è molto diversa; prepara il portafogli perché se vuoi fare sul serio, si deve spendere.

Perché se state facendo sul serio, comprare le cuffie è solo il primo passo: non ha senso spendere centinaia di € per delle cuffie senza spenderne altrettanti (o molti di più in effetti) per completare tutta la filiera: amplificazione, DAC, un buon CD player… Quindi si ritorna alla domanda di “come prevedi di ascoltare la musica?”. Ora, che qualcuno possa spendere centinaia di euri per delle cuffie, agli occhi di un profano sembra una follia, ma pensandoci bene tantissime persone spendono cifre molto superiori per un cellulare, che dopo 6 mesi è lento e dopo 15 mesi è stravecchio (per cui ne comprano un altro). E se mettete sulla bilancia l’ipotesi di spendere 300€ per delle cuffie o per un maglione di marca, la maggior parte delle persone non avrebbe dubbi ma fermandosi un attimo a riflettere, le cuffie non sembrano più tanto costose…

Anche perché delle buone cuffie possono durare parecchi anni, senza perdere un briciolo di qualità.

Partendo dal presupposto che “la cuffia migliore” non esiste, se vi state guardando attorno per il primo acquisto di cuffie “serie” mi limito a darvi i seguenti consigli:

  • se avete la possibilità di ascoltarle da qualcuno o da qualche rivenditore, fatelo; non capita spesso poterlo fare ma ne vale tantissimo la pena per avere idea di cosa si stia parlando
  • imparate a leggere le specifiche tecniche almeno nei parametri di base;
  • diffidate delle specifiche tecniche (e dai, lo hai appena suggerito!): in fin dei conti, se ascoltandola vi da una bella sensazione, perché non comprarla?
  • non cercate il meglio, ma quello che vi soddisfa; se non siete sicuri non lanciatevi in acquisti da centinaia di euro, piuttosto volate basso nell’attesa di avere acquisito maggiore consapevolezza. Se i soldi proprio vi bruciano in tasca piuttosto fate una colletta e compratemi un Lettore di Rete Airplay Cambridge Audio
  • devono essere comode da indossare; quindi in termini di peso, di forma della testa, di pressione sulle orecchie, di ventilazione. Immaginate di stare provando delle pantofole, devono starvi “comode”.
  • scegliete il tipo adatto allo scopo: aperte, chiuse, in-on-over ear, fa tanta differenza
  • scappate dal bluetooth e dalla noise reduction, stiamo parlando di altra roba; se siete in un ambiente rumoroso, vuol dire che non è il posto per ascoltare musica. Punto.
  • leggete, leggete, leggete su Internet.
  • diffidate dei commenti scritti dagli acquirenti, almeno fintanto che non avrete trovato dei vostri punti di riferimento: non potete sapere se chi ha scritto quel commento entusiasta è un intenditore o uno che ne sa meno di voi. O peggio, se si tratta di recensioni pilotate.
  • lanciatevi, un acquisto si può anche toppare ma fa esperienza.

Buoni ascolti a tutti.

Ah già, dimenticavo il premio. Eccolo.

 

Immagine di testata: “L’arte di ascoltare la musica”, di Claudio Casini. Reperibile qui. Non prestate fede a quello che al momento è l’unico ed ingiusto commento da due stelle. Se volete qualche parere, piuttosto cercatelo qui.