Ho già cercato di elencare una serie di comportamenti che un buon streetpher dovrebbe tenere quando si trova in mezzo alla gente con una macchinetta fotografica in mano.

Ma qualche suggerimento prettamente tecnico potrebbe aiutare per mettere ordine in quel caos che é l’umanità da congelare in uno scatto.

Intanto bisogna sempre ricordare a se stessi che si è dei Fotografi (notate la “F”): improvvisazione ed istinto non giustificano una foto con il soggetto sfuocato o il fondale che diventa un elemento di disturbo.
Le regole della composizione valgono sempre; anzi, spesso diventano lo strumento per trovare un equilibrio in paesaggi urbani che sono di per sè confusionari.

Cominciamo con l’attrezzatura: ci vuole una macchina leggera, maneggevole. 
Meglio se silenziosa, per non tradirvi dopo uno scatto rubato a distanza ravvicinata.
Con poche impostazioni di cui preoccuparsi: non avrete il tempo di affinare diaframma e tempi.
Forse nemmeno la messa a fuoco.

Una grossa reflex diventerebbe un elemento di disturbo.
Potrebbe allarmare la gente.
E certo servirebbe ad alterare la naturalità della scena.

Quindi meglio una buona compatta.
Spesso non hanno un otturatore meccanico, quindi non fanno rumore quando si scatta (il bip o il click sintetico si possono silenziare).
Sono maneggevoli. Leggere: quindi potete osare scatti “acrobatici“, regalandovi punti di vista a volte impossibili con una macchina grande e pesante.

Il fatto stesso che si può scattare con una mano, magari con il braccio lungo i fianchi, vi porterà inevitabilmente a “rubare” foto altrimenti improbabili.

Se invece avete solo la reflex, eliminate tutti gli accessori ingombranti e scegliete ottiche di piccole dimensioni. Dimenticatevi però il fattore silenzio (a meno che non vi regaliate una Leica con le lamelle del diaframma rivestite in vellutino!)

Niente zaino da fotografo. Non state facendo un safari. Niente cavalletto (che invece dovrebbe accompagnarvi in qualsiasi altra situazione).
Fatevi bastare un’ottica. Meglio se fissa, così l’unica preoccupazione sara muovere le gambe e non lo zoom.

Io consiglio fortemente focali normali: per decenni i più grandi fotografi hanno scattato con il 50mm. In fondo vi serve un terzo occhio.
Il 50mm vi inquadra esattamente quello che state guardando ad occhio nudo (se avete una full-frame. altrimenti potete anche considerare un 35mm).
Non avrete il compito aggiuntivo di ricomporre la scena nel mirino: lo avrete già fatto inconsciamente prima di alzare la macchina. Ciò che vedete dal vero sarà quello che verrà nel fotogramma.
In più una ottica media dispone di una buona profondità di campo, e di una buona nitidezza.

Per altro una ottica normale vi permetterà di porvi ad una distanza di rispetto dal soggetto. Non troppo vicino. Non troppo lontano.

Ci sono le eccezioni: se vi piacciono i ritratti dotatevi di tele e state a distanza (un 200mm ad esempio). Se invece vi piace buttarvi in mezzo alla scena, a distanza ravvicinata, utilizzate un grandangolo (come un 35mm o un 28mm).

Alla fine, però, indipendentemente dalla camera e dalla ottica che avrete scelto, dovete cercare di operare sulla macchina il meno possibile.

Quindi pre-esponete.
C’è una guida qui: utilizzate la vostra mano.

Non importa nemmeno che la mano sia vicina al grigio 18%. Vi garantirà perfettamente che l’incarnato dei visi delle persone che andrete ad immortalare sia sempre correttamente esposto.

Lavorate se potete in modalità “manuale”. Fissate tempi e diaframmi in modo da avere una buona profondità di campo e anche tempi sufficientemente veloci da evitarvi il micromosso. Giocate quindi con gli ISO: tirateli su quanto necessario.

Ad esempio: con tempi intorno a 1/125 di secondo, con una apertura almeno di F11 potrebbero essere necessari da 400 ISO fino a 1200 ISO in pieno giorno.

La macchina così impostata reagirà in modo più tempestivo, non dovendo calcolare l’esposizione. 
E potrete magari fare uno scatto in più prima che la scena si decomponga.

Regolate però l’esposizione dopo ogni vostro spostamento, o comunque ad ogni sostanziale variazione della luce. 
Nel dubbio, sottoesponete: dando per scontato che si scatti in RAW, la foto potrà essere recuperata in post produzione.

Se non vi piace lavorare in modo “manuale”, fissate i tempi almeno ad 1/80 di secondo, impostate gli ISO più alti che potete senza sacrificare la nitidezza delle immagini e fate calcolare alla macchina il diaframma con una esposizione di tipo “matrix.

Anche l’onere della messa a fuoco dovrebbe essere non a carico del fotografo, ma qui le cose si fanno più complicate.
L’ideale sarebbe di preimpostare anche la messa a fuoco: meglio ancora se si potesse lavorare in iperfocale. Soprattutto se rubate le foto, e scattate senza guardare nel mirino, non avrete mai la certezza che la macchina sta mettendo a fuoco il soggetto o il fondale.

Qualche conto prendendo a riferimento il 50mm:
con F11 e fuoco a 3m avete nitido lo spazio tra 2m e 5m circa dal vostro obiettivo.
Alcune tabelline:

50mm

fuoco a diaframma a fuoco da [m] a [m]
3m F11 2.16 4.91
5m F11 3.02 11.40
8m F11 3.90 infinito
3m F16 1.92 5.00
5m F16 2.56 98.24
6m F16 2.80 infinito

Con il 50mm se volete avere una minima profondità di campo dovete almeno assicurarvi che i soggetti siano lontani da voi 4 o 5 metri: in questo caso con la tabellina in alto impostate la macchina e non toccate più nulla.
Da questo punto di vista il 35mm offre qualche possibilità in più.

35mm

fuoco a diaframma a fuoco da [m] a [m]
3m F11 1.67 14.91
4m F11 1.93 infinito
2m F16 1.13 8.69
3m F16 1.39 infinito

Come vedete con F11, fuocheggiando a 4 metri avete tutto nitido da meno di 2 metri fino all’infinito (e lavorate in iperfocale!). Ma anche con un fuoco a 3 metri le cose non vanno male.

Alla fine avrete ottenuto una macchina punta e clicca!
Anche un bambino potrebbe fare street photography!